lunedì 5 novembre 2007

LA STORIA DEL PAESE CHE SFUGGE…

La nuova concezione sociale dell’uomo al giorno d’oggi consiste nel rinchiudersi in città invivibili, sporche, fumose, sempre più grandi; questo perché nella società odierna si ha sempre più bisogno di tutto e subito, senza perdere tempo e l’agglomerarsi in grandi comunità garantisce la possibilità di spaziare, avendo svariate occasioni di scelta ottimizzando i tempi.
Questa realtà comporta un radicale cambiamento nei piccoli centri dove prevale lo spopolamento, dovuto sia alla carenza di comodità ma soprattutto alla mancanza di lavoro e, nonostante le evidenti potenzialità, vivono in una situazione empatica quasi giunta al declino.
Purtroppo il mio paese, S. Eufemia a Majella, riflette la situazione sopra descritta e se non si cerca rimedio per uscire dall’odierna staticità, non credo che abbia poi tante speranze di sopravvivenza. Si, è vero il lavoro scarseggia e inevitabilmente noi giovani siamo andati a cercare fortuna altrove, di conseguenza gli abitanti rimasti sono nella stragrande maggioranza anziani… ed ecco che la desolazione avvolge questo piccolo borgo che vanta una storia millenaria fatta di spirito di comunità, di lavoro, tradizioni, sacrifici e al tempo stesso di attaccamento ai luoghi natii, aspetti che ci dovrebbero far riflettere su ciò che stiamo abbandonando.
Eppure il paese è bello, nasce sotto i piedi della grande madre “Majella”, e dopo aver vissuto un passato florido che ha visto la presenza di numerosi villeggianti, attualmente i turisti arrivano sempre più raramente, perché non siamo riusciti a stare al passo con i tempi e non abbiamo sfruttato le peculiarità tipiche dei nostri luoghi, che tanto fanno gola ai centri montani che vivono di turismo. Diciamo pure che le persone che contano si sono poco interessate, forse perché non hanno percepito la validità di investire in una zona considerata fiore all’occhiello della nostra provincia!
Possiamo dedurre che le nostre zone sono destinate a morire? NO, questo non lo dirò mai e posso giurare che se riuscissi a trovare un modo per riportare gente nel mio paese lo farei immediatamente senza rifletterci un secondo.
E’ vero, chi mi conosce sicuramente dirà che è semplice parlare in questi termini quando non si vive sulle proprie spalle la dura quotidianità, perché sono comunque un singolo che, per motivi di lavoro lo ha abbandonato, però posso garantire che il mio impegno giornaliero a livello comunale e soprattutto al di fuori dello stesso pone sempre come primo obiettivo il cercare insieme alle persone che mi stanno vicino una soluzione “sociale e politica” che possa garantire un futuro migliore e soprattutto di ripresa del mio borgo e dei paesi che vivono lo stesso dramma.
Questo è uno dei grandi temi che il Circolo Majella vuole affrontare per rivalutare il nostro comprensorio nel segno della collaborazione e della partecipazione attiva di tutti i membri dei paesi che lo compongono, con l’obiettivo di migliorare la realtà dei centri più piccoli dove sicuramente si rende necessario alleare le forze di tutti per creare quella simbiosi che può portare giovamento in tutti i settori, con l’auspicio di una ripresa economica e chissà anche di una ripresa demografica.
Forza ragazzi cerchiamo di rendere il nostro comprensorio più vivibile e perché no, invidiato da tutti.

Maurizio Di Pietrantonio

1 commento:

Circolo Alleanza Nazionale MAJELLA ha detto...

Grazie a Maurizio,
mi auguro che la tua "riflessione a voce alta" ne stimoli altre e, perchè no, anche un convegno sul tema delle aree interne e dello spopolamento.
Alla faccia dell'anti politica, bravo e grazie Maurizio.